Pietro Sanfilippo

Marketing, Comunicazione, Formazione

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I consumatori preferiscono le app

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Si è sempre parlato di comunicazione integrata. Oggi tuttavia poichè la tecnologia ha compresso i tempi delle esperienze d'acquisto generando un'aspettativa di rapidità ed efficienza nei clienti che si avvicinano a 53percentprodotti e servizi tramite il web, l'integrazione fra app, mobile site, newsletter e altri tools diventa fondamentale per cogliere le opportunità e rafforzare la percezione del brand.Oggi i consumatori sono ossessionati dalla ricerca. Trascorrono ore ad indagare su siti ed app alla ricerca dei migliori prodotti, delle migliori occasioni e delle più affidabili recensioni per fare acquisti veloci e privi di intoppi. Ma quali strumenti di ricerca e shopping on line prediligono? Una ricerca di google ce lo spiega.

Le app sono percepite più facili ed immediate da consultare dei siti, seppure ottimizzati per dispositivi mobili. Tuttavia anche i consumatori fedeli al marchio non sempre scaricano sul proprio smartphone la relativa app. Una recente ricerca di Google mostra che l'87% delle persone che si dichiarano fedeli ad un marchio non dispongono della relativa app sul proprio telefono. Fra i fattori che prevengono l'installazione di un'app ci sono, agli estremi, la consapevolezza (del valore e del prestigio di un marchio), o agli antipodi il suo scarso apprezzamento. Il 42% di coloro che non hanno scaricato l'app del proprio marchio favorito dichiara di non avere mai preso in considerazione la possibilità di farlo. Il 25% non sapeva dell'esistenza di un'app, altri preferiscono preservare la pulizia del proprio telefono evitando di scaricare app "spazzatura".

Costringere i consumatori a scaricare la propria app non paga. E' percepito come uno stratagemma e come reazione genere nella stragrande maggioranza dei casi la cancellazione dell'app a distanza di pochi giorni. I brand,al contrario devono innanzitutto educare i consumatori ai benefici e ai vantaggi di un'app, piuttosto che costringerli ad inciamparci sopra.

Forzare i consumatori alla ricerca di un semplice "affare" ad intrattenere una relazione duratura con l'azienda non paga. Il consumatore deve essere pronto e convinto dei vantaggi che possono scaturire da una relazione permanente.

 Il ricorso ai siti mobile viene fatto quando la ricerca vuole andare in profondità; quando c'è l'esigenza di ampliare il numero delle fonti consultate e soprattutto quando si percepisce che l'obiettivo dell'acquisto può essere raggiunto senza avere necessariamente un'app sul proprio telefono. Spesso anche coloro che dispongono dell'app prediligono cercare l'informazione sul sito aziendale, arrivare direttamente alla fonte. Ma chi naviga sul sito aziendale si aspetta di trovare la stessa facilità di consultazione dell'app, e quando questo non accade migra ad altri siti.

Ma un sito mobile lento o di difficile navigazione non pregiudica soltanto il tasso di conversione, impatta negativamente anche sulla percezione del brand. Più della metà degli intervistati dichiara di avere scarsa considerazione dei marchi comunicati attraverso siti non ottimizzati per smartphone al punto di non considerare l'acquisto su siti non ottimizzati o con una progettazione carente.

La soluzione è quella di fare lavorare insieme app e siti mobili. Oltre il 40% delle transazioni on line avviene su mobile phones; è quindi essenziale costruire un'esperienza di acquisto integrata fra app e sito mobile,semplice ma completa che non presenti alcun tipo di intoppo. In uno scambio vicendevole di flussi di navigatori in cui il sito mobile fa da apripista alla conoscenza dell'app e l'app contribuisce ad incrementare le vendite dei sito mobile.

Fonte: www.thinkwithgoogle.com "4 insights into how shoppers use apps and mobile sites", articolo rielaborato e commentato

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